La disciplina dei permessi donazione sangue riconosce al lavoratore dipendente un permesso retribuito di una giornata, se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa. Per l’azienda, la gestione richiede il coordinamento tra certificazione, presenze e busta paga.
Il datore anticipa il trattamento economico e, nel settore privato, recupera gli importi spettanti tramite conguaglio con l’ente previdenziale. Occorre distinguere la donazione effettuata dall’inidoneità, perché cambiano la durata dell’assenza, la documentazione e i dati contributivi.
Punti chiave per lavoratori e aziende
- La donazione di almeno 250 grammi dà diritto al riposo retribuito di 24 ore, alle condizioni previste dalla normativa.
- Il certificato del centro e la dichiarazione del lavoratore documentano il diritto e consentono la gestione del rimborso.
- L’inidoneità non attribuisce automaticamente una giornata intera: la tutela riguarda il tempo necessario agli accertamenti e agli spostamenti previsti.
- I dati registrati nelle presenze devono corrispondere a quelli utilizzati nel cedolino e nella denuncia UniEmens.
Requisiti e durata del permesso per donazione di sangue
Chi ha diritto al riposo retribuito
La tutela riguarda i lavoratori dipendenti, anche a tempo determinato. Il quadro normativo comprende la legge n. 584/1967 (legge 584/1967) e la successiva disciplina delle attività trasfusionali, inclusa la legge n. 219/2005.
Per il riconoscimento della giornata retribuita, la donazione di sangue deve essere di almeno 250 grammi. La tutela si estende anche alla donazione di emocomponenti, secondo le regole previste per la procedura.
Il prelievo deve avvenire presso una struttura autorizzata, come un centro trasfusionale, un centro di raccolta fisso o mobile o un centro di produzione di emoderivati. Oggi autorizzazione e accreditamento seguono la normativa sanitaria vigente; il riferimento all’autorizzazione del Ministero della Sanità appartiene alla disciplina originaria.

Da quando decorrono le 24 ore
Le 24 ore decorrono dal momento in cui il dipendente si assenta dal lavoro per il prelievo e gli accertamenti correlati. Non iniziano automaticamente dalla mezzanotte successiva alla donazione.
Il riposo è legato all’evento e non può essere utilizzato liberamente in un’altra data. Per i turnisti, occorre ricostruire con precisione l’orario di assenza e quello della donazione, perché il periodo tutelato può interessare turni in giornate diverse.
Come richiedere il permesso e quali documenti consegnare
Comunicazione preventiva e procedura del lavoratore
La legge non fissa un termine di preavviso valido per tutti i settori. Il CCNL e le procedure aziendali possono stabilire tempi e modalità di comunicazione, senza limitare il diritto previsto dalla legge.
La procedura può essere organizzata in tre passaggi:
- Il dipendente comunica in anticipo la data prevista per la donazione, usando il canale aziendale indicato.
- Al centro di raccolta, richiede la certificazione necessaria per giustificare l’assenza dal lavoro.
- Dopo la donazione, consegna il certificato e la dichiarazione all’ufficio incaricato, così l’evento può essere registrato prima della chiusura delle paghe.
La comunicazione deve arrivare anche all’ufficio del personale. Avvisare solo il responsabile del turno può lasciare incompleta la pratica.
Certificato medico, dichiarazione e riservatezza
La documentazione deve identificare il lavoratore e attestare l’evento. In particolare, occorrono:
- Il certificato del centro, con i dati anagrafici del donatore, la gratuità della donazione, il giorno e l’ora del prelievo e il quantitativo raccolto.
- La dichiarazione del lavoratore sulla gratuità della donazione e sull’effettivo godimento del riposo, secondo il modello richiamato dalla circolare dell’Istituto n. 25/1981.
- I dati identificativi della struttura necessari per completare la pratica amministrativa.
Certificati e dichiarazioni vanno conservati per dieci anni ai fini dei controlli sul rimborso. L’accesso deve essere riservato agli incaricati: non servono referti, risultati degli esami o altre informazioni cliniche non pertinenti alla gestione del permesso.
Retribuzione, contributi e obblighi del datore
Come viene trattata l’assenza in busta paga
Il datore di lavoro riconosce la retribuzione spettante per le ore lavorative non prestate nel periodo tutelato. Il calcolo considera l’orario contrattuale e gli elementi retributivi ammessi, senza equiparare automaticamente il trattamento a quello di una giornata lavorativa qualsiasi.
Il permesso non deve essere scalato dalle ferie o dai permessi ROL in busta paga. Si tratta di istituti distinti, con presupposti e modalità di finanziamento differenti.
La tutela previdenziale comprende l’accredito figurativo delle giornate di riposo. Il principio, già previsto dalla legge n. 107 del 4 maggio 1990, è proseguito nella successiva disciplina trasfusionale: la copertura può operare anche senza il versamento dei contributi ordinari per quelle giornate.
Anticipo aziendale e recupero delle somme
Nel settore privato, il datore di lavoro anticipa il trattamento economico e recupera le somme spettanti tramite la denuncia contributiva mensile.
Per le amministrazioni pubbliche, il trattamento è gestito dall’ente datore secondo le regole applicabili al comparto e non segue la procedura di recupero prevista per i datori privati.
Il controllo deve collegare certificazione, assenza, retribuzione e importo recuperato. La gestione delle paghe e degli adempimenti contributivi deve comprendere questa riconciliazione, senza trattare il recupero come una registrazione separata dal cedolino.
UniEmens: gli adempimenti introdotti dal 2025
La circolare INPS n. 96/2025 riepiloga le regole per il rimborso ai datori di lavoro privati e aggiorna le istruzioni contributive.
Dopo il rinvio disposto dall’Istituto, i nuovi dati sono obbligatori dal periodo di competenza di ottobre 2025. Il loro utilizzo è facoltativo da luglio 2025. Le informazioni riguardano i dati giornalieri dell’evento e quelli necessari per il conguaglio.
Nel flusso vanno distinti l’evento DON, per la donazione, e l’evento IDS, per l’assenza oraria dovuta all’accertamento dell’inidoneità. I campi interessati includono InfoAggEvento e TipoInfoAggEvento, insieme agli elementi identificativi del conguaglio.
Per il codice fiscale va indicato quello del dipendente interessato dall’evento, senza sostituirlo con quello di altri soggetti.
L’ufficio paghe deve acquisire il certificato, individuare la causale corretta, indicare giornate o ore e verificare l’importo esposto. In caso di anomalia retributiva, occorre correggere prima il cedolino e poi coordinare denuncia e versamento. La correzione degli errori UniEmens deve riguardare il lavoratore, il periodo e la voce interessati, evitando invii duplicati.

Inidoneità alla donazione: quanto tempo è retribuito
Se il lavoratore viene dichiarato non idoneo, non spetta automaticamente l’intera giornata. È retribuito il tempo necessario agli accertamenti e alle procedure collegate, inclusi gli spostamenti necessari tra il centro trasfusionale e il luogo di lavoro.
La tutela oraria si applica anche se la donazione non viene effettuata per il mancato rispetto dell’intervallo minimo o per esigenze di programmazione trasfusionale. Si applica inoltre se il prelievo è inferiore a 250 ml. Se la donazione è completata e raggiunge almeno 250 ml, spetta invece una giornata intera di riposo retribuito.
Il certificato deve attestare l’esito della procedura, l’eventuale volume raccolto e gli orari di ingresso e uscita. L’azienda registra l’assenza sulla base di questi dati, senza chiedere dettagli diagnostici.
La semplice presentazione al centro non dà diritto automaticamente a una giornata intera: il trattamento dipende dall’esito certificato della procedura.
L’eventuale assenza residua richiede un diverso titolo giustificativo. Non va trasformata automaticamente in malattia o in permesso per una donazione completata.
Frequenza delle donazioni, plasma e limite annuale
Per il sangue intero, l’intervallo minimo ordinario tra due donazioni è di 90 giorni. Per le donne in età fertile si applica un intervallo più lungo, secondo le indicazioni sanitarie.
Per la plasmaferesi, l’intervallo minimo può essere di 14 giorni. Il numero delle donazioni dipende dai limiti sanitari applicabili e dall’idoneità del donatore, non da un monte permessi liberamente spendibile.
Il limite di 18 giornate annue riportato nelle indicazioni di Unisin Falcri non è un tetto legale generale valido per ogni dipendente. L’amministrazione deve distinguere le regole di settore dai requisiti sanitari e dalla tutela prevista per ogni donazione documentata.
Anche la donazione di midollo osseo segue una disciplina specifica, con accertamenti preliminari e tempi di recupero certificati. Le condizioni previste per il sangue non si applicano automaticamente.
Dipendenti pubblici, scuola e sovrapposizione con altre assenze
Pubblico impiego e personale docente e ATA
Il diritto al riposo retribuito riguarda anche il pubblico impiego, ma le istruzioni dell’Istituto sul rimborso ai datori privati non devono essere trasferite automaticamente alle amministrazioni pubbliche.
Per il personale docente e ATA, il permesso spetta anche durante una supplenza breve, nell’ambito del rapporto in essere. Il trattamento conserva retribuzione e maturazione dei ratei di tredicesima e TFR.
Nel comparto Sanità occorre inoltre distinguere il personale pubblico dai dipendenti delle strutture private: il settore assistenziale, da solo, non identifica la procedura amministrativa applicabile.
Turni, giorni di riposo e congedo ordinario
La donazione effettuata di domenica o durante un riposo non attribuisce automaticamente un giorno sostitutivo. Occorre individuare le ore lavorative eventualmente comprese nel periodo di riposo tutelato.
Per i turni pomeridiani e notturni, la registrazione deve rispettare la decorrenza effettiva delle 24 ore, evitando conteggi basati soltanto sulla data del calendario.
Il cumulo con altre assenze, come il congedo ordinario richiamato dalla nota ministeriale del 2012 per il relativo ambito, riguarda periodi distinti. Le stesse ore non possono essere imputate contemporaneamente a donazione e ferie.
Domande frequenti sui permessi per donazione di sangue
Il datore può utilizzare ferie o ROL al posto del permesso?
Quando ricorrono i requisiti e l’assenza è documentata, deve essere utilizzata la causale specifica, senza consumare ferie o ROL.
Se il lavoratore risulta non idoneo, può assentarsi tutto il giorno?
La tutela ordinaria riguarda il tempo necessario agli accertamenti e agli spostamenti previsti, non automaticamente l’intera giornata.
Esiste un preavviso obbligatorio uguale per tutti?
La legge non stabilisce un termine unico. La comunicazione segue le disposizioni del CCNL e le procedure aziendali compatibili con il diritto al permesso.
Una procedura coordinata tutela lavoratore e azienda
La corretta gestione parte dalla coerenza documentale: certificato, presenze, cedolino e conguaglio devono descrivere lo stesso evento. Distinguere donazione e inidoneità evita imputazioni errate e recuperi non spettanti.
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