La gestione richiede attenzione da parte di HR, ufficio paghe e azienda. Occorre coordinare richiesta del dipendente, calendario delle presenze, cedolino paga e flussi contributivi, mantenendo dati coerenti.
Il diritto del lavoratore è autonomo rispetto alle scelte della madre e rientra nella responsabilità genitoriale. Per il datore di lavoro, una procedura ordinata riduce errori retributivi, rettifiche e disallineamenti nei flussi mensili.
Punti chiave per aziende e lavoratori
Il congedo spetta ai lavoratori dipendenti per 10 giorni lavorativi, anche non consecutivi. In caso di parto plurimo, la durata sale a 20 giorni.
L’indennità previdenziale è pari al 100% della retribuzione giornaliera ed è a carico dell’INPS. Questo valore non coincide necessariamente con il netto ordinario in busta paga. Il datore deve acquisire la comunicazione, registrare l’assenza e verificare la coerenza tra cedolino, presenze e adempimenti contributivi.
Il congedo obbligatorio non può essere fruito a ore. I giorni si possono utilizzare nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei cinque mesi successivi alla nascita.
Congedo di paternità obbligatorio: requisiti e soggetti tutelati
La disciplina è contenuta nell’articolo 27-bis del Testo Unico sulla maternità e paternità, il Decreto Legislativo n. 151/2001, modificato anche dal D.Lgs. n. 105/2022. Il testo vigente è consultabile nell’articolo 27-bis su Normattiva.
Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
Il diritto riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato e del settore pubblico. Sono tutelati anche i lavoratori agricoli a tempo determinato e i lavoratori domestici, secondo le regole applicabili alla singola posizione assicurativa.
La misura non si applica, in via generale, ai lavoratori autonomi e agli iscritti alla Gestione Separata. Per queste categorie occorre verificare le specifiche prestazioni di maternità e paternità previste dalla gestione previdenziale di appartenenza.
L’azienda non può subordinare la fruizione a esigenze di reparto, sostituzioni o autorizzazioni discrezionali. Il dipendente comunica l’assenza, mentre il datore organizza il lavoro nel rispetto della normativa e del CCNL applicato.
Adozione, affidamento e madre intenzionale
Il diritto spetta anche al padre adottivo o affidatario. In caso di adozione o affidamento, i termini decorrono dall’ingresso del minore in famiglia, secondo le regole previste per la specifica procedura.
Il diritto del padre è autonomo e distinto dal congedo di maternità. Nei casi dell’istituto alternativo, invece, il padre può subentrare alla madre quando ricorrono le condizioni previste dalla legge. La valutazione considera la responsabilità genitoriale e l’interesse del minore.
Dal luglio 2025, la pronuncia della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’esclusione della madre intenzionale dal beneficio, nella fattispecie riferita a coppie omogenitoriali riconosciute dall’ordinamento. Il comunicato della Corte costituzionale chiarisce la portata della decisione e il riferimento ai rapporti registrati nei registri dello stato civile.
L’applicazione amministrativa richiede quindi di verificare la fattispecie concreta e la registrazione del rapporto genitoriale. Solo quando necessario, l’atto di nascita può costituire un documento utile alla verifica. La tutela non si estende automaticamente a situazioni diverse da quella esaminata.
Durata e calendario del congedo di paternità obbligatorio
La pianificazione dell’assenza parte dalla data presunta del parto e considera poi la data effettiva di nascita. Il diritto non coincide con il congedo parentale e non si riduce in base al congedo di maternità fruito dalla madre.
Dopo la nascita, l’azienda aggiorna il fascicolo acquisendo solo la documentazione necessaria, compreso l’atto di nascita. Una gestione puntuale tutela la genitorialità e l’interesse del minore, senza introdurre condizioni aggiuntive.

Dieci giorni lavorativi, anche non consecutivi
Il padre ha diritto a 10 giornate, utilizzabili anche separatamente. Può quindi assentarsi in più periodi, purché ogni giornata rientri nella finestra prevista dalla legge.
Nel 2026, la fruizione è possibile dai due mesi antecedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita. La scheda INPS sul congedo di paternità obbligatorio conferma durata, periodo di utilizzo e requisiti del servizio.
Le giornate sono intere e non possono essere trasformate in ore. L’istituto consiste quindi in un’astensione dal lavoro, non in una riduzione dell’orario giornaliero.
Venti giorni in caso di parto plurimo
In presenza di più figli, il numero delle giornate raddoppia e raggiunge 20. La stessa regola richiede un controllo puntuale nel fascicolo dell’assenza, soprattutto quando il dipendente comunica periodi non consecutivi.
La Guida INPS per la genitorialità riepiloga l’aumento della durata per nascite gemellari o multiple. L’azienda deve registrare correttamente il presupposto che giustifica il numero maggiore di giornate.
Gli adempimenti del datore di lavoro
La gestione del congedo di paternità obbligatorio non termina con l’approvazione interna della richiesta. Occorre stabilire chi riceve la comunicazione, chi aggiorna le presenze e chi trasmette i dati al payroll entro la chiusura mensile.

Comunicazione scritta e preavviso
Il lavoratore padre deve comunicare per iscritto le giornate di assenza al datore di lavoro. Il preavviso ordinario è di almeno cinque giorni, salvo la fruizione collegata alla data effettiva del parto. CCNL e procedure interne possono disciplinare modalità organizzative più specifiche, senza sostituire gli obblighi previsti dalla legge.
Email aziendale, portale HR o modulo interno sono idonei solo se consentono di conservare una registrazione verificabile. La comunicazione aziendale serve a organizzare l’assenza e non coincide con l’eventuale domanda previdenziale all’INPS.
La richiesta dovrebbe indicare:
- le date richieste e il numero complessivo delle giornate;
- l’eventuale fruizione frazionata in giornate non consecutive;
- la data presunta o effettiva del parto, quando necessaria alla verifica;
- il riferimento alla domanda INPS, se previsto per la posizione del lavoratore;
- l’eventuale atto di nascita, solo quando richiesto per verificare la nascita o la decorrenza.
Il responsabile non deve limitarsi a una comunicazione verbale. L’assenza deve arrivare tempestivamente a chi gestisce presenze e buste paga.
Presenze, cedolino e flussi contributivi
L’ufficio paghe registra una causale distinta per il congedo. La codifica errata come ferie o permesso retribuito può generare errori nell’indennità, nel trattamento economico e nei conguagli.
Nel rapporto di lavoro dipendente, l’azienda può anticipare l’indennità per conto dell’INPS e recuperare le somme tramite conguaglio, secondo le istruzioni applicabili alla categoria e al periodo. Il cedolino deve riportare le giornate di assenza, le voci previste dal contratto collettivo e i dati coerenti con la registrazione contributiva.
La codifica UNIEMENS deve seguire le istruzioni INPS applicabili. Sono particolarmente critici la mancata coerenza tra presenze e cedolino, i dati contributivi non allineati e la gestione tardiva della comunicazione.
Questi errori possono richiedere rettifiche e recuperi, oltre a generare differenze retributive. In base alla violazione accertata, possono inoltre emergere conseguenze sanzionatorie o profili di responsabilità.
Per imprese, studi professionali e attività con personale distribuito tra Roma, provincia di Roma, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro e Urbino, una procedura centralizzata evita che la richiesta resti ferma presso il responsabile operativo. I servizi di gestione del personale e paghe consentono di coordinare assenze, cedolini, INPS e scadenze mensili.
Indennità INPS e domanda del lavoratore
Durata del diritto e importo spettante sono aspetti collegati, ma non coincidono con il netto ordinario in busta paga. La verifica deve partire dalla retribuzione media giornaliera e dalla posizione contributiva interessata.
L’indennità al 100% della retribuzione
Durante il congedo obbligatorio spetta un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione di riferimento. Il calcolo segue le regole previdenziali applicabili ai lavoratori dipendenti, quindi il netto può differire da quello di una giornata lavorata.
L’imponibile fiscale e le ritenute incidono sul risultato esposto in cedolino. Anche elementi variabili, particolarità contrattuali e disposizioni migliorative del CCNL possono modificare l’importo finale, senza cambiare la misura dell’indennità INPS.
Quando è necessaria la procedura telematica
Il lavoratore deve utilizzare il canale previsto dall’INPS per la propria categoria e posizione previdenziale. La domanda telematica può essere presentata dal portale dell’Istituto, tramite Contact Center o con l’assistenza di un patronato, quando previsto.
Canale, modalità di pagamento e gestione della richiesta possono variare in base alla posizione assicurativa. L’indennità è generalmente anticipata dal datore in busta paga, ma in alcuni casi può essere pagata direttamente dall’INPS. La documentazione, come un atto di nascita, va richiesta solo dopo aver verificato la posizione interessata.
La domanda all’INPS non sostituisce la comunicazione al datore di lavoro. Allo stesso modo, una semplice email al responsabile non gestisce ogni adempimento previdenziale. Domanda, richiesta interna e registrazione dell’assenza devono riportare lo stesso periodo.
Congedo obbligatorio, alternativo e parentale: differenze
La confusione tra istituti diversi è una delle cause più frequenti di errori in busta paga. Ogni assenza ha presupposti, durata, modalità di richiesta e trattamento economico propri.
Il congedo di paternità alternativo
Opera in situazioni tassative, come la morte o la grave infermità della madre, l’abbandono del figlio o l’affidamento esclusivo al padre. In tali ipotesi, il padre sostituisce la madre nella fruizione del congedo di maternità.
Non si tratta quindi dei 10 giorni del congedo paternità obbligatorio. I due istituti hanno presupposti differenti e richiedono una gestione documentale distinta, soprattutto quando l’azienda deve verificare i requisiti e acquisire provvedimenti o dichiarazioni previsti dalla normativa vigente.
Il congedo parentale nel 2026
Il congedo facoltativo non è sinonimo dei 10 giorni obbligatori. Eventuali terminologie storiche o istituti contrattuali devono restare distinti dal diritto previsto dalla legge, che nel 2026 può essere utilizzato dai genitori dipendenti fino al compimento dei 14 anni del figlio, nei limiti individuali e complessivi stabiliti.
La responsabilità genitoriale e l’interesse del minore possono orientare le scelte organizzative dei genitori, ma non sostituiscono i requisiti giuridici di accesso. Le percentuali di indennità variano in base ai mesi utilizzati, all’età del figlio, alla decorrenza e agli altri requisiti previsti dalle regole INPS aggiornate. Le FAQ INPS sul congedo parentale aiutano a distinguere questo istituto dal congedo obbligatorio del padre.
Una procedura interna che evita rettifiche
Un processo efficace richiede pochi passaggi, applicati in modo costante. Il dipendente comunica le date e il preavviso previsto, il referente HR verifica i dati essenziali e l’ufficio presenze inserisce la causale corretta. Il payroll controlla poi il cedolino prima dell’invio dei flussi.
La documentazione deve restare accessibile solo agli addetti autorizzati. Vanno verificati soltanto i documenti necessari, compreso l’atto di nascita quando pertinente alla posizione, evitando la circolazione interna di informazioni personali non necessarie.
Quando l’assenza incide su turni, scadenze o sostituzioni, la pianificazione va avviata tempestivamente. L’organizzazione deve rispettare la responsabilità genitoriale e l’interesse del minore, senza comprimere un diritto individuale. Non sono ammesse pressioni, penalizzazioni o modifiche improprie del rapporto, né condotte volte a indurre il lavoratore alle dimissioni volontarie.
Un rifiuto o un ritardo nella gestione, così come una discriminazione, un’errata registrazione o la diffusione indebita di dati, può causare rettifiche, recuperi, contenzioso e sanzioni applicabili alla specifica violazione. Per una verifica preventiva delle procedure aziendali e dei cedolini, è possibile Richiedi una consulenza.
Checklist operativa
- ricezione e registrazione della richiesta;
- verifica delle date e del preavviso;
- controllo della documentazione necessaria;
- inserimento della causale corretta nelle presenze;
- verifica del cedolino;
- controllo del flusso contributivo;
- accesso riservato agli addetti autorizzati;
- conservazione limitata dei dati, solo per il tempo necessario.
Gestire il congedo con dati coerenti
Il congedo è un diritto del lavoratore e un adempimento che coinvolge l’intera organizzazione aziendale. Comunicazione scritta, causale corretta, cedolino verificato e dati contributivi coerenti aiutano a evitare gli errori più comuni.
Una gestione precisa tutela il dipendente, mantiene ordinati i processi interni e riduce il rischio di rettifiche successive. La coerenza tra richiesta, presenze, cedolino e dati contributivi tutela il diritto del lavoratore e chiarisce gli adempimenti aziendali, nel rispetto della responsabilità genitoriale.
Domande frequenti sul congedo di paternità obbligatorio
Quanti giorni spettano al padre lavoratore?
Spettano 10 giorni lavorativi. In caso di parto plurimo, il diritto sale a 20. I giorni possono essere utilizzati separatamente, entro i termini previsti.
Il congedo può essere utilizzato a ore?
No. Il congedo obbligatorio si utilizza esclusivamente per intere giornate. Non può essere trasformato in un permesso orario o in una riduzione dell’orario giornaliero.
Entro quando può essere fruito?
Il lavoratore può utilizzare i giorni dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita. Per adozione o affidamento, valgono le regole riferite all’ingresso del minore in famiglia.
Il datore di lavoro può rifiutare la richiesta?
No. Il datore di lavoro deve organizzare l’assenza e registrarla correttamente. Le esigenze interne non possono trasformarsi in un diniego del diritto. Può chiedere una comunicazione scritta con le date, nel rispetto del preavviso applicabile.
Il congedo obbligatorio coincide con il congedo parentale?
No. La misura dura 10 giorni, oppure 20 in caso di nascita plurima, ed è indennizzata al 100%. Il congedo parentale segue regole diverse per durata, periodo di utilizzo e percentuale di indennizzo.